Il tuo problema legale nasce dalla tecnologia?
Serve un avvocato che la capisca.
Software che non funziona, contratti IT disattesi, truffe online, dati sottratti, prove digitali da far valere o da contestare. Avvocato civilista con un passato da project manager in software house e da sviluppatore: leggo un capitolato, un log e una licenza, e li traduco in atti che il giudice può capire.
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Avvocato Civilista
Avvocato per cause informatiche a Treviso, in Veneto e da remoto
Ci sono controversie in cui il diritto è la parte facile. Il gestionale che non è mai entrato in produzione, il fornitore che trattiene il codice sorgente e i dati, il bonifico dirottato da una mail contraffatta, l'ex collaboratore che si porta via il database dei clienti, il post che continua a comparire su Google: sono casi che si vincono o si perdono su come vengono capiti e raccontati i fatti tecnici, prima ancora che sulle norme.
Lo Studio Legale dell'Avv. Manuel Berno, con sede a Castelfranco Veneto, assiste imprese, professionisti e privati nelle controversie a contenuto tecnologico: contenziosi su software e contratti IT, truffe online e frodi nei pagamenti elettronici, protezione dei dati personali e GDPR, reputazione digitale e gestione delle prove informatiche. L'attività si svolge davanti al Tribunale di Treviso e nei Tribunali del Veneto e, trattandosi di materie che si prestano al lavoro digitale, anche da remoto in tutta Italia.
Le prove digitali si deteriorano in fretta. Log che vengono sovrascritti dopo pochi giorni, account che scadono, backup che ruotano, contenuti online che spariscono, accessi al gestionale che il fornitore revoca durante la lite. Nelle questioni informatiche il tempo non è solo denaro: è la differenza tra un fatto dimostrabile e la parola di una parte contro l'altra.
Perché in queste cause la competenza tecnica fa la differenza
Non serve un avvocato che si faccia spiegare tutto da capo a ogni riunione. Serve chi sa già dove guardare.
Formazione tecnica reale
Prima e accanto alla professione forense: project manager in una software house di Treviso, sviluppo di applicativi mobile e della piattaforma giuridica "Icodici", programmazione e progettazione di database, dal 2022 sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale per il settore legale.
Traduzione tecnica → giuridica
Un ticket, un commit, una riga di log o una clausola di SLA non dicono nulla al giudice se non vengono tradotti in fatti rilevanti e in domande giudiziali precise. È esattamente il lavoro che serve in queste cause, e il punto in cui più spesso si perdono.
Dialogo diretto con i tecnici
Con il tuo IT manager, con il consulente informatico, con il perito di parte e con il CTU nominato dal giudice si parla la stessa lingua. Le riunioni durano meno, i quesiti alla consulenza tecnica sono scritti bene e le repliche arrivano nel merito.
Prove digitali gestite bene
Acquisizione e conservazione corretta di email, PEC, chat, log, backup e contenuti online, con attenzione a integrità e metadati. Una prova raccolta male è una prova che la controparte disconosce, e che il giudice non può utilizzare.
Contratti IT che reggono
Sviluppo software, licenze, SaaS, cloud, manutenzione, NDA e nomine ex art. 28 GDPR scritti guardando a come funzionerà davvero il progetto: milestone, collaudi, livelli di servizio, proprietà del codice e dei dati, uscita dal contratto e restituzione dei dati.
Costi definiti in anticipo
Preventivo chiaro prima di iniziare, con la distinzione tra attività legale, eventuali costi di perizia informatica di parte e spese vive. Nessun costo a sorpresa a pratica avviata.
Quali situazioni gestisco
Controversie civili e attività stragiudiziale in cui la tecnologia è il cuore del problema.
Per imprese, software house e professionisti
- Progetti software falliti — gestionali, ERP, e-commerce e app non consegnati, consegnati in ritardo o non funzionanti
- Contratti di sviluppo, licenza, SaaS, cloud e manutenzione — inadempimenti, livelli di servizio non rispettati, penali, recesso e risoluzione
- Mancato pagamento di forniture e canoni IT — anche con decreto ingiuntivo e recupero forzoso
- Proprietà del codice sorgente e dei dati — cessione dei diritti, licenze open source, escrow, riconsegna dei dati e lock-in del fornitore
- Sottrazione di database, know-how e clientela — concorrenza sleale, violazione di NDA e patti di non concorrenza
- Nomi a dominio, marchi e contenuti online — usi abusivi e contestazioni
- GDPR e data breach — adempimenti, contratti con i fornitori, gestione della violazione e difesa nei procedimenti del Garante
- Intelligenza artificiale — contratti di fornitura, uso dei dati aziendali, responsabilità e obblighi del Regolamento UE 2024/1689
- Contenziosi con dipendenti e collaboratori IT su strumenti aziendali, accessi e dispositivi
Per privati e famiglie
- Truffe online e phishing — operazioni non autorizzate, home banking violato, carte clonate, richiesta di rimborso alla banca
- Bonifici dirottati — IBAN sostituito su fatture o email contraffatte, con azione verso i soggetti coinvolti
- Truffe su e-commerce, marketplace, criptovalute e trading online
- Diffamazione online e recensioni false — diffide, rimozione dei contenuti, risarcimento del danno
- Rimozione di foto e dati personali — diritto alla cancellazione e alla deindicizzazione, reclami al Garante
- Furto di identità digitale e account violati — profili social, email, credenziali
- Diffusione non consensuale di immagini intime — segnalazione urgente al Garante e tutela civile
- Prove digitali in cause civili e di famiglia — chat, email, dispositivi: cosa si può usare e cosa no
- Acquisti e servizi digitali — garanzie, abbonamenti, disdette, prodotti non conformi
Perché la parte tecnica non è improvvisata
- Project manager in software house (Admaiora S.r.l., Treviso, 2011-2013): applicativi mobile iOS e Android, creazione e gestione di database, sviluppo di IUSUITE, primo applicativo mobile italiano per la consultazione di massime giurisprudenziali.
- Ideazione e sviluppo (frontend e backend Javascript) della piattaforma giuridica Icodici, sincronizzata con il progetto Normattiva.
- Consulenza e sviluppo in intelligenza artificiale per il settore legale dal 2022: progettazione e implementazione di soluzioni basate su modelli linguistici.
- Formazione tecnica: Python e Javascript, HTML e CSS, ECDL, aggiornamento continuo su nuove tecnologie, blockchain e fintech presso l'Ordine degli Avvocati di Treviso.
- Formazione giuridica: laurea in Giurisprudenza a Padova, avvocato del Foro di Treviso dal 2015, master in diritto e contenzioso bancario e finanziario.
Come si affronta una causa informatica
Un metodo che parte dai fatti tecnici e arriva alla tutela giuridica.
Ricostruzione tecnica e giuridica
Analisi congiunta dei documenti contrattuali (offerta, capitolato, analisi funzionale, SLA, licenze) e di quelli tecnici (ticket, verbali di collaudo, email, log, backup). Obiettivo: capire cosa era stato promesso, cosa è stato consegnato e dove si è rotto il rapporto.
Messa in sicurezza delle prove
Cristallizzazione immediata di ciò che rischia di sparire: copie integrali dei messaggi con i relativi metadati, estrazione e conservazione dei log, acquisizione dei contenuti online, invio di PEC che datano i fatti e diffidano la controparte dall'alterare i sistemi.
Scelta della strategia
Valutazione onesta di costi, tempi e probabilità di riuscita, e scelta dello strumento giusto: trattativa, diffida, mediazione, reclamo al Garante, ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario oppure causa. Non tutte le controversie informatiche vanno portate in tribunale.
Fase stragiudiziale
Diffida tecnicamente argomentata: quando la controparte capisce che dall'altra parte c'è qualcuno che ha letto davvero i log e il contratto, la trattativa cambia tono e spesso si chiude senza giudizio.
Giudizio e consulenza tecnica
Se serve andare in causa: atto introduttivo costruito sui fatti tecnici, eventuale accertamento tecnico preventivo (artt. 696 e 696-bis c.p.c.), misure urgenti quando il danno è in corso, e soprattutto quesiti alla CTU informatica scritti in modo da ottenere risposte utili.
Risultato e messa in sicurezza per il futuro
Risarcimento, risoluzione del contratto, restituzione di dati e credenziali, rimozione dei contenuti o rimborso delle somme. E, dove ha senso, la revisione dei contratti e delle procedure perché lo stesso problema non si ripresenti.
Il consiglio che vale di più è quello dato prima.
Una clausola di collaudo, una previsione sulla proprietà del codice sorgente o una corretta
nomina del fornitore a responsabile del trattamento costano poco quando si firma il contratto,
e valgono moltissimo quando il rapporto si rompe. Se il progetto è ancora in corso,
sei ancora in tempo per intervenire.
Domande frequenti
Le domande che mi vengono poste più spesso su queste materie.
Che tipo di cause informatiche seguite?
Controversie civili in cui la tecnologia è il cuore del problema: software non funzionante o non consegnato, contratti di sviluppo, licenza, SaaS, cloud e manutenzione, mancato pagamento di forniture IT, proprietà del codice sorgente e dei dati, truffe online e frodi nei pagamenti elettronici, violazioni di dati personali e adempimenti GDPR, diffamazione e contenuti illeciti online, gestione e contestazione delle prove digitali.
Il software che ho pagato non funziona: cosa posso fare?
Dipende da come è costruito il contratto e da cosa dicono i documenti tecnici: capitolato, analisi funzionale, verbali di collaudo, ticket, log e scambi di email. A seconda dei casi si può sospendere il pagamento delle somme non ancora versate (art. 1460 c.c.), chiedere l'esatto adempimento, la riduzione del corrispettivo o la risoluzione del contratto con risarcimento del danno. Il primo passo è sempre ricostruire con precisione cosa era stato promesso e cosa è stato effettivamente consegnato.
Sono stato vittima di phishing: la banca deve rimborsarmi?
Spesso sì. Per le operazioni di pagamento non autorizzate il d.lgs. 11/2010 pone a carico della banca o dell'intermediario l'onere di provare che l'operazione è stata autenticata e correttamente registrata e che il cliente ha agito con dolo o colpa grave: in mancanza di questa prova il rimborso è dovuto. La strada può passare per il reclamo alla banca, il ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario o la causa civile, a seconda dell'importo, delle prove disponibili e della dinamica tecnica della frode.
Email, chat WhatsApp e screenshot valgono come prova in causa?
Possono valere, ma non basta stamparli. Le riproduzioni informatiche fanno piena prova dei fatti rappresentati solo se la controparte non le disconosce (art. 2712 c.c.), e uno screenshot isolato è facilmente contestabile. Per questo conta acquisire e conservare correttamente i dati fin dall'inizio — messaggi completi con i metadati, intestazioni delle email, log, copie forensi, PEC — così che la prova regga anche di fronte a una contestazione tecnica.
Di chi è il codice sorgente sviluppato da un fornitore esterno?
Non è automaticamente del committente. Il software è tutelato dal diritto d'autore e, in mancanza di una cessione espressa dei diritti nel contratto, chi ha commissionato il lavoro spesso ottiene soltanto una licenza d'uso, senza codice sorgente né diritto di farlo modificare da altri. È uno dei punti su cui più frequentemente nascono contenziosi e blocchi operativi, ed è anche uno dei più semplici da prevenire scrivendo bene il contratto.
Ho subito una violazione di dati personali (data breach): cosa devo fare?
Se sei titolare del trattamento devi valutare rapidamente la notifica al Garante entro 72 ore (art. 33 GDPR) e l'eventuale comunicazione agli interessati (art. 34 GDPR), documentando le valutazioni fatte. Va poi verificata la responsabilità del fornitore informatico coinvolto e il contenuto del contratto di nomina a responsabile del trattamento (art. 28 GDPR). Se invece sei la persona i cui dati sono stati violati, puoi presentare reclamo al Garante e chiedere il risarcimento del danno (art. 82 GDPR).
Posso far rimuovere contenuti diffamatori, foto o dati personali da internet?
Sì, e spesso senza avviare una causa. Gli strumenti sono la diffida al responsabile e alla piattaforma, la richiesta di cancellazione e deindicizzazione (art. 17 GDPR), il reclamo al Garante per la protezione dei dati personali e, nei casi più gravi o urgenti, il ricorso al giudice. Prima di tutto, però, va cristallizzata la prova del contenuto: una volta rimosso, dimostrarne l'esistenza diventa molto più difficile.
Assistete anche fuori dalla provincia di Treviso?
Sì. Lo studio ha sede a Castelfranco Veneto e opera abitualmente davanti al Tribunale di Treviso e nei Tribunali del Veneto, ma queste materie si prestano bene alla gestione da remoto: consulenze in videoconferenza, scambio documentale digitale e assistenza in tutta Italia, con eventuale domiciliazione presso il foro competente.
Quanto costa la prima valutazione?
Il primo contatto telefonico o via WhatsApp per inquadrare la situazione è gratuito e senza impegno. Se il caso richiede l'esame di contratti, documentazione tecnica o log, viene concordato in anticipo un compenso per la valutazione, con un preventivo chiaro e senza sorprese.
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Raccontami il caso. Alla parte tecnica ci penso io.
Se il tuo problema riguarda software, dati, sistemi, pagamenti elettronici o contenuti online, contattami per una prima valutazione. Rispondo personalmente e rapidamente, in provincia di Treviso, in tutto il Veneto e da remoto in tutta Italia.
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