Registrazioni: quando sono lecite e come possono essere utilizzate

Registrazioni: quando sono lecite e come possono essere utilizzate

Contrariamente a quanto si possa pensare, le registrazioni sono quasi sempre legali, anche quando sono fatte all'insaputa di chi sta parlando. Non occorre quindi nessun preavviso per poter attivare il proprio smartphone (o dispositivo analogo) e captare quello che si sta dicendo in un determinato ambiente. Lo stesso dicasi nel caso di registrazione di una telefonata.

Secondo la Cassazione, chi parla in presenza di altre persone accetta il rischio di essere registrato, anche a sua insaputa. La regola, fissata dalle Sezioni Unite e ribadita costantemente da allora, è questa: la registrazione di un colloquio fatta da chi vi partecipa (o che è comunque ammesso ad assistervi) non è un'intercettazione, ma un semplice documento, di cui l'autore può disporre anche come prova. Vale anche se la registrazione è fatta di nascosto, e anche se durante la conversazione non si dice una parola.

Attenzione a un equivoco frequente: non conta il luogo. Ciò che conta è essere parte della conversazione. Registrare un colloquio a cui si partecipa è lecito tanto al bar quanto in ufficio o in casa propria.

Allo stesso modo, si può registrare una telefonata, anche di nascosto, cioè senza dire nulla a chi parla. Ciò significa che è possibile registrare cosa dice il nostro interlocutore; non è possibile invece registrare quello che si dicono altre persone, trattandosi in questo caso di intercettazione vietata dalla legge.

Se è legale registrare una conversazione, non lo è renderne pubblico il contenuto. Diffondere la registrazione (ad esempio, divulgandola in rete) costituisce una condotta illegale, che può costituire un illecito civile, con obbligo di risarcire i danni e rimuovere il contenuto, o un reato: l'art. 617-septies del Codice penale punisce con la reclusione fino a quattro anni chi diffonde riprese o registrazioni di incontri privati, compiute fraudolentemente, al fine di recare danno alla reputazione o all'immagine altrui. Non si applica, però, quando la diffusione deriva dall'uso della registrazione in un procedimento giudiziario o amministrativo, o dall'esercizio del diritto di difesa o di cronaca.

Sul posto di lavoro il tema è delicato. Registrare abitualmente colleghi e superiori senza motivo può costituire un illecito disciplinare e, nei casi più gravi, giustificare il licenziamento. La Cassazione ha però chiarito che non è sanzionabile chi registra per precostituirsi una prova da usare a tutela di un proprio diritto, per esempio in una causa di lavoro o in una vicenda di mobbing: in quel caso la finalità difensiva prevale sulla riservatezza dei colleghi. Il confine sta nella proporzione tra ciò che si registra e ciò che serve a difendersi.

Il vero limite è un altro: è vietato captare conversazioni o immagini altrui senza esserne parte. Chi piazza un registratore o una telecamera per carpire quello che altre persone si dicono in casa propria o in un altro luogo di privata dimora commette il reato di interferenze illecite nella vita privata (art. 615-bis del Codice penale). La differenza, quindi, non sta nel luogo ma nel ruolo: se sei uno degli interlocutori puoi registrare, se stai spiando gli altri no.

Le registrazioni possono essere utilizzate come prova in tribunale per difendersi da un'accusa oppure per far valere un proprio diritto. Tuttavia, la registrazione illegale è inutilizzabile in sede penale, mentre nel processo civile ci sono alcune sentenze che ne ammettono l'impiego, ma con piena libertà del giudice di valutarne l'attendibilità. Inoltre, la registrazione, anche quando legale, può essere contestata dal soggetto contro cui è fatta valere, richiedendo ulteriori elementi di prova.

In sintesi, le registrazioni sono lecite se fatte in luoghi pubblici o se si è presenti alla conversazione, ma non possono essere divulgate senza conseguenze legali. Possono essere usate come prova in tribunale, con alcune limitazioni. È sempre consigliabile informarsi bene prima di procedere a registrare conversazioni o telefonate.