Come fare legalmente una donazione di denaro

Come fare legalmente una donazione di denaro

Un padre che aiuta il figlio a comprare casa, un nonno che versa una somma al nipote, una persona che sostiene il compagno in difficoltà. Sono gesti quotidiani, che quasi nessuno considera "atti giuridici". Eppure lo sono, e se fatti nel modo sbagliato possono essere dichiarati nulli, con l'obbligo di restituire tutto — magari dieci anni dopo, quando si apre una successione.

La regola da conoscere è una sola, ed è più severa di quanto si creda: un bonifico, da solo, spesso non basta.

La regola: serve il notaio

La donazione è il contratto con cui una persona, per spirito di generosità, arricchisce un'altra a proprie spese (art. 769 del Codice civile). Proprio perché è un impoverimento senza contropartita, la legge la circonda di cautele: la donazione deve essere fatta per atto pubblico notarile, alla presenza di due testimoni, altrimenti è nulla (art. 782 del Codice civile).

Non si tratta di una formalità burocratica: serve a far riflettere chi dona, ad assicurarsi che sia consapevole e libero, e a lasciare una traccia certa per il futuro.

L'eccezione del "modico valore"

C'è un'unica eccezione: la donazione di modico valore di beni mobili (e il denaro è un bene mobile) è valida anche senza notaio, purché ci sia stata la consegna effettiva della somma (art. 783 del Codice civile).

Attenzione: "modico" non è una cifra fissa. La legge dice espressamente che la modicità va valutata in rapporto alle condizioni economiche di chi dona. Diecimila euro sono una cifra modica per un patrimonio milionario e una cifra enorme per chi vive di pensione minima. Non esiste quindi una soglia sotto la quale si è al sicuro: è una valutazione caso per caso, che in una futura lite farà il giudice.

Il bonifico bancario: il caso più frequente

È qui che si concentra l'equivoco. Molti pensano che un bonifico con una causale chiara ("donazione al figlio") sia sufficiente. Non è così.

Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che il trasferimento di una somma dal conto del donante a quello del beneficiario è una donazione diretta, non indiretta: la banca si limita a eseguire un ordine, non c'è nessun altro contratto di mezzo. Di conseguenza, se la somma non è di modico valore, il bonifico senza atto notarile è nullo (Cass. civ., Sezioni Unite, n. 18725/2017, principio costantemente ribadito).

Lo stesso vale per assegni circolari, versamenti in contanti e trasferimenti di titoli.

Che cosa succede se la donazione è nulla

La nullità non è un dettaglio teorico. Significa che la somma può essere richiesta indietro, e la nullità può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse, senza limiti di tempo.

Nella pratica il problema esplode quasi sempre alla morte del donante: gli altri eredi scoprono i movimenti sul conto e agiscono per farsi restituire le somme, che tornano nel patrimonio da dividere. È la ragione per cui una donazione fatta "in famiglia", per evitare il notaio, finisce spesso per generare la lite che si voleva evitare.

La donazione indiretta

Esiste una strada diversa, in cui il risultato di generosità si ottiene attraverso un altro atto: è la donazione indiretta (art. 809 del Codice civile), che non richiede l'atto pubblico.

I casi tipici:

  • il genitore che paga direttamente al venditore il prezzo della casa che il figlio sta acquistando, con la provenienza del denaro dichiarata nel rogito;
  • l'intestazione di un bene a un'altra persona, pagandolo per lei;
  • la rinuncia a un credito, o il pagamento di un debito altrui;
  • la vendita a un prezzo volutamente inferiore al valore reale.

La differenza pratica con il bonifico è sottile ma decisiva: nella donazione indiretta il denaro non passa dal donante al beneficiario, ma serve direttamente a procurargli un bene. È il motivo per cui, quando si aiuta un figlio a comprare casa, la soluzione più solida è che il pagamento avvenga al venditore e che il rogito dia atto della provenienza delle somme.

Attenzione agli altri eredi

Anche una donazione fatta perfettamente, davanti al notaio, non è al riparo da tutto. Alla morte del donante i familiari più stretti (coniuge, figli, in loro mancanza i genitori) hanno diritto a una quota minima dell'eredità, la cosiddetta legittima. Se le donazioni fatte in vita hanno intaccato quella quota, chi è stato leso può agire per ottenere la reintegrazione.

Vale anche per le donazioni indirette. Non è un motivo per non donare: è un motivo per ragionare in anticipo sull'equilibrio complessivo, soprattutto quando i figli sono più di uno.

Come procedere, in pratica

  1. Valuta l'importo rispetto al tuo patrimonio, non in assoluto. Se la somma è significativa per te, considera l'atto pubblico.
  2. Se si tratta di aiutare in un acquisto, valuta il pagamento diretto al venditore e fai risultare la provenienza del denaro nell'atto: è la forma più sicura ed è una donazione indiretta.
  3. Non affidarti alla sola causale del bonifico. Serve a documentare il movimento, non a dare validità all'atto.
  4. Metti in conto gli altri familiari. Se ci sono più figli, parlarne prima costa meno di una causa dopo.
  5. Fatti fare una verifica preventiva quando la somma è rilevante: il costo di un atto notarile è una frazione di quello di un contenzioso ereditario.

In sintesi

  • La donazione richiede atto notarile e due testimoni, a pena di nullità.
  • Fanno eccezione le donazioni di modico valore, da valutare rispetto alle condizioni economiche di chi dona.
  • Un bonifico di importo rilevante, da solo, è una donazione nulla.
  • La donazione indiretta (per esempio pagare il venditore della casa) non richiede il notaio.
  • Le donazioni restano comunque soggette ai diritti dei legittimari.

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Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una consulenza legale. Le norme citate sono quelle in vigore alla data di aggiornamento. Riferimenti principali: artt. 769, 782, 783, 809 e 536 e seguenti del Codice civile; Cass. civ., Sezioni Unite, n. 18725/2017.